13 dicembre 2006

 

Non siamo pronti

In 20 anni il cambiamento climatico causerebbe milioni di morti e un miliardo di profughi in tutto il Mondo ed innescherebbe una reazione a catena che porterebbe all'anarchia, purtroppo questa volta l’Occidente e’ incluso.

Entrambe le organizzazioni, il Pentagono e le Nazioni Unite, hanno dichiarato ai media le prospettive per il prossimo secolo: guerre, disastri naturali, barbarie, conflitti armati, crisi umanitarie, siccita’, malnutrizione, stagnazione economica, infezioni, perdita del controllo sui rifiuti tossici e radioattivi, malaria, innalzamento del livello del mare da uno a dodici metri e migrazioni di massa nell’ordine di centinaia di milioni di profughi. Tutto cio’ portera’ ad una seria destabilizzazione della sicurezza e all’anarchia generale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ e la London School of Hygiene and Tropical Medicine hanno stimato che gia’ adesso 160 mila persone sono morte a causa del cambiamento climatico attualmente in atto.

E’ necesario investire adesso in mezzi militari leggeri e unita’ di supporto, strutture ospedaliere di emergenza, formazione di ingegneri e personale paramedico.

Ogni Governo che neghi l’esistenza di questi eventi documentati cantando “We have all the time in the world” va resettato, cancellato, terminato: va combattuto senza fare prigionieri.

Fonte: Andrew Wilkie – The Age (11 dicembre 2006)




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